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Il segreto del successo ce lo svela la scienza: vivere e lavorare in un ambiente ordinato

Autore: Azzurra Barbuto

Il segreto del successo? Vivere e lavorare in un ambiente ordinato e pulito. Ad attestarlo è la scienza, la quale ha evidenziato tutti i benefici dell’ordine. Esso incrementa creatività e produttività, favorisce l’instaurazione di un clima di collaborazione tra colleghi, ci rende più lucidi e migliora il nostro equilibrio psico-fisico, agevolando addirittura la longevità. Se siamo noi stessi a sistemare i luoghi in cui abitiamo, i vantaggi aumentano, dal momento che rassettare ci aiuta a compiere pulizia anche nei nostri pensieri. Come se non bastasse, tale attività ci fa riposare meglio, induce il nostro organismo a produrre maggiori quantità di serotonina, ormone della felicità, accresce le nostre energie fisiche e mentali e ci conduce ad adottare uno stile alimentare più sano nonché ad essere più attenti nei confronti del prossimo.

Insomma, coloro che ambiscono alla realizzazione professionale, oltre che ad una esistenza lieta, è bene che tengano in perfetto ordine gli spazi in cui si muovono, sia quelli di casa che quelli dell’ufficio. L’ordine è così importante che in Giappone esistono dei veri e propri corsi di laurea e specializzazione nell’arte del riordino, disciplina che negli ultimi anni sta riscuotendo molto interesse tra gli aspiranti manager non soltanto nel Paese del Sol Levante, dove il requisito fondamentale di qualsiasi locale casalingo e lavorativo è la sua essenzialità: ciò che è inutile meglio che venga eliminato senza se e senza ma.

Qualora non foste ancora persuasi riguardo l’opportunità di porre al bando il caos da camera da letto e scrivania, sappiate che da uno studio della McMaster University del Canada, pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet ed effettuato su 130 mila persone di diversa nazionalità e di età compresa tra i 35 ed i 70 anni, è emerso che dedicarsi ai lavori di casa determina i medesimi risultati dell’andare in palestra. Del resto, spolverare per mezz’ora fa consumare 135 kcal, trasportare la spesa evitando di prendere l’ascensore almeno 30, altrettante apparecchiare la tavola; lavare il pavimento per 30 minuti, 133. Basterebbe un’oretta al giorno di pulizie domestiche per ridurre il rischio di problemi cardiaci e di mortalità. Inoltre, coloro che dimorano in luoghi salubri e ordinati sono più gioiosi. Di contro, le persone che trascorrono molto tempo in habitat in cui confusione e sporcizia la fanno da padroni sono più nervose, stressate e pigre, manifestando per di più una evidente tendenza alla depressione.

Operazione consigliata tra le mura domestiche e pure lavorative è il decluttering, ossia il disfarsi di tutto ciò che non ci serve, azione altamente rilassante e liberatoria. Spesso tendiamo ad accumulare oggetti, carte, indumenti che accatastiamo da qualche parte, dimenticandocene. Questa mole di cose vecchie, che diventa di anno in anno sempre più ingombrante, non soltanto occupa uno spazio fisico, rimpicciolendo l’ambiente, ma pure uno spazio interiore, che appartiene al cuore e alla mente, vincolandoci al passato, impedendoci quindi di evolvere. Imparare a fare fuori ciò che non adoperiamo più è indispensabile al fine di predisporci ad accogliere ciò che deve arrivare, ovvero il nuovo. Ecco che sbarazzarci degli oggetti superflui diviene terapeutico: rappresenta una maniera per sganciarci da ciò che fu, lasciandolo scivolare, e connetterci con il presente in modo più consapevole e leggero. Non potremo mai giungere troppo lontano quando il carico che ci portiamo addosso è esagerato. Tanto meglio abbandonare le zavorre.

Pietro Martani
Imprenditore da sempre, si è occupato di comunità professionali online e offline, ospitalità & luoghi di lavoro. Oggi gestisce le proprie partecipazioni, collabora con Colliers International e con aziende sul tema dell’innovazione dell’Ufficio.

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