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5 consigli (+1) contro lo stress da smart working

smart working from home cocktail
Photo by Jens Theeß on Unsplash
Lo smart working ha indubbi vantaggi, ma la prolungata solitudine può generare alcuni effetti collaterali, tra cui ansia e stress. Ecco 5 consigli (più un bonus) di cui forse non avevi ancora sentito parlare. 

Un anno dopo, siamo ancora in casa davanti al computer per diverse ore al giorno. Sarà per l’effetto “gioco dell’oca”, sarà che al disfacimento fisico e al piattume del quotidiano e del nostro abbigliamento si è aggiunta una certa stanchezza mentale. E tuttavia, prima di rimpiangere la coda delle 8.40 in tangenziale e il collega che sgranocchia rumorosamente lo snack preso al distributore, proviamo a dare qualche – ulteriore e speriamo più insolito – suggerimento per affrontare l’ennesima zona-rossa.

De Andrè docet: “La gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio”. Le regole-base per ri-organizzare vita e casa in funzione del lavoro da remoto, ormai le abbiamo imparate (applicarle poi è altra storia):

  • Darsi una routine
  • Definire uno spazio in casa da trasformare in ufficio
  • Stilare una lista di cose da fare
  • Ritagliarsi delle pause, anche per fare attività fisica o meditazione
  • Mettere dei paletti fisici: lavorare in un ambiente diverso da quello occupato da familiari e animali domestici
  • Fissare un orario in cui il pc viene spento e alle mail non si risponde, se non per le emergenze

Alcune di queste regole sono alla base non solo del bilanciamento tra vita privata e attività professionale, ma anche di un corretto e leale rapporto con i propri colleghi, come avevamo scritto in questo articolo dedicato al galateo dello smart working. Setacciando l’Internet, non c’è sito che non abbia elencato il proprio decalogo affinché il lavoro da casa sia davvero agile.

Ecco qualche suggerimento di cui forse ancora non avevi sentito parlare.

1. ASCOLTARE IL CANTO DEGLI UCCELLINI

Youtube e Spotify sono piene di playlist pensate per chi lavora da casa, basta scegliere il genere o l’artista preferito. Ma c’è un altro tipo di canto che può avere benefici sull’umore di chi lavora da casa, ed è quello dei passerotti. Basterebbe osservare che il cinguettio degli uccelli per secoli in letteratura è stato tradizionalmente associato a una sensazione di gioia e benessere.

Colui che non può contare su alcuna musica dentro di sé, e non si lascia intenerire dall’armonia concorde di suoni dolcemente modulati, è pronto al tradimento, agli inganni e alla rapina: i moti dell’animo suo sono oscuri come la notte, e i suoi affetti tenebrosi come l’Erebo. Nessuno fidi mai in un uomo simile”

William Shakespeare

All’Università del Surrey, i partecipanti ad un esperimento hanno raccontato nelle interviste che il loro umore era migliorato proprio grazie al canto degli uccelli (ma tra i volatili, non sono mica tutti degli usignoli, piccioni e gufi sono meno graditi). E pare funzionare, anche se non si può portare il pc nel bosco per lavorare a stretto contatto con la natura. In un altro studio, alcune casse amplificatrici nascoste lungo un sentiero, hanno consentito ai ricercatori di variare volume e intensità del canto. Il gruppo di escursionisti sottoposto di più ai cinguettii è anche quello che ha raccontato di una maggiore sensazione di benessere.

Disclaimer: se hai un gatto, ricordati di chiuderlo in un’altra stanza, potrebbe gironzolare senza sosta alla ricerca dei passerotti che cantano su Spotify.

2. PIANTE E CURA DEL VERDE

Un altro elemento della natura che possiamo facilmente ricreare in casa è il verde. Avere delle piante in casa e in ufficio migliora la qualità dell’aria, allevia lo stress e rende più produttivi. È la biofilia, ovvero l’ancestrale tendenza dell’Uomo a cercare contatto e connessione con la natura (ne abbiamo parlato in maniera più approfondita in questo articolo).

3. RIORDINO E DECLUTTERING

A cominciare dallo spazio di lavoro. Tenere in ordine la scrivania, può mitigare la sensazione di essere sovraccarichi di lavoro senza intravedere né la fine né un ordine di priorità per le attività da svolgere. Un gesto che può essere compiuto a inizio o fine giornata, liberandoci di carta e post-it che non servono più, così da avere anche la percezione di cosa è stato fatto e cosa no. A maggior ragione se non disponiamo di una stanza da adibire ad ufficio, riordinare casa può anche evitarci imbarazzanti inquadrature durante una video-riunione.

Ad un livello più elevato possiamo immaginare di dedicare periodicamente un po’ di tempo al decluttering, ovvero la pratica di disfarsi di oggetti vecchi e inutilizzati, liberandoci del superfluo e conservando solo ciò che riteniamo essenziale e che – per dirla con Marie Kondo – “ci provoca gioia”. Anche il decluttering è stato associato a benefici effetti in termini di contenimento dello stress.

4. APERITIVO IN VIDEO

L’isolamento domestico è il miglior rimedio per evitare il contagio, ma è anche un fattore di rischio per la salute mentale. Prendiamoci del tempo per chiamare un amico o un parente, oppure sfruttiamo l’ultima videocall di giornata con i colleghi per una conversazione più informale su tutto ciò che NON riguarda il lavoro. Sì, certo, il pensiero di sorseggiare un Martini con gli amici davanti al computer non è il massimo. Ma può essere comunque un momento di svago dopo una giornata di lavoro e in più rinforza il sentimento di cooperazione all’interno di un team. Come diceva mia nonna: “Piuttosto che niente, è meglio “piuttosto””.

5. TENERE UN DIARIO

Pianificare giorno per giorno i compiti da portare a termine è un valido aiuto per districarci tra gli obiettivi aziendali e la cura del nostro privato e del tempo libero. Molti tengono una lavagna dove poter fissare anche traguardi più a medio termine. Ma bisogna anche concedersi delle gratificazioni. Riconoscere con sé stessi quanto di buono è stato fatto. Un’idea può essere quella del diario, a mo’ di viaggiatore, dove appuntare giorno per giorno pensieri, riflessioni, cosa è andato storto ma anche il “bravo” del capo. Lasciar scorrere i pensieri come l’inchiostro della biro sulla carta può aiutare a gestire l’ansia, ridurre lo stress, mettere in luce in modo più cristallino comportamenti errati o lati positivi. E anche a dirsi ogni tanto “ben fatto!”. La scrittura di un diario – secondo alcune ricerche – potrebbe avere un effetto paragonabile a quello dell’attività fisica: meno stress, migliori difese immunitarie.

BONUS: LA GENTILEZZA

“Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile, sempre”. L’aforisma – attribuito a Platone, ma forse il filosofo greco non l’ha mai detto – è probabilmente la miglior frase motivazionale da consegnare a colleghi e dipendenti, quando accade una cosa come il 2020. Gentilezza intesa non come galateo, un corpus di buone maniere, ma come metodo, approccio, stella polare nella gestione dei rapporti sociali e delle relazioni sul luogo di lavoro. Quello della gentilezza è un potere enormemente sottovalutato, perché superficialmente si ritiene che implichi l’obbligo di mostrare la propria vulnerabilità. E in ambienti di lavoro spesso molto competitivi – “hunt or be hunted”, direbbe Frank Underwood in House of Cards – abbassare la guardia significa finire nella vasca dei piranha.

Kindness Contagion. Image created by Adam Niklewicz. Submitted for United Nations Global Call Out To Creatives – help stop the spread of COVID-19.
Fonte: Unsplash

Se gli abbracci per il momento sono vietati, nulla impedisce di ritagliare uno spazio in privato o anche durante meeting periodici, per elogiare e gratificare un collega, ringraziarlo per il supporto o lo sforzo extra chiesto per completare un’attività entro la scadenza. Non importa quanto piccoli e insignificanti possano essere, ma i gesti di gentilezza contribuiscono a creare positività sul lavoro, migliorando il contesto e il benessere all’interno del workplace. In termini di salute, comportamenti improntati all’empatia sono associati a riduzione della pressione sanguinea e del cortisolo, cioè l'”ormone dello stress”, circolante nel nostro corpo. All’università californiana di Stanford, dove c’è un centro di studio dedicato, hanno svolto ricerche anche su come la gentilezza nel rapporto medico-paziente può impattare sulla guarigione.

In alcune imprese si è diffusa la pratica di introdurre delle compliment box. Anziché servire a fornire suggerimenti, feedback o segnalazioni, le scatole poste solitamente alla reception in questo caso vengono utilizzate per esprimere gratitudine.

Basta poco, perché, come noto, la gentilezza diventa facilmente contagiosa.

Andrea Caruso
Giornalista professionista, ha lavorato a News Mediaset e per l’ufficio italiano del Parlamento europeo. Laurea in Relazioni Internazionali. Sannita e springsteeniano. La pallacanestro come credo religioso. Pensa che la pizza possa lenire quasi ogni tipo di dolore.

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