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I vantaggi di una community business al tempo del nearworking

Creare un community business aumenta senso di appartenenza e identificazione, incrementa il valore prodotto dal singolo professionista e potenzia la capacità innovativa aziendale.

Improvvisamente costretti al lavoro da casa, abbiamo cercato di adattare le nostre solite attività a questa nuova condizione nel modo più rapido e funzionale possibile. Negli Stati Uniti c’è chi ha ipotizzato che non si sarebbe più tornati indietro, prevedendo la nascita di una working from home economy. Presto ci si è però resi conto che l’approccio totalmente “remote”  ha qualche contro-indicazione. L’aspetto che ne risente di più è la collaborazione tra persone. Abbiamo iniziato a utilizzare Meet, Teams, Zoom, Slack, 365, Drive e magari qualcuno anche le lavagne virtuali come Mural, ma la loro semplice adozione non ha risolto il problema. Perché? Per rispondere a questa domanda, affrontiamo il concetto di community e la sua applicazione nell’ambito delle relazioni produttive. Tre, sono i  vantaggi che si nascono dalla partecipazione ad una business community.

LE BUSINESS COMMUNITY E GLI SPAZI DI LAVORO

Le prime community che abbiamo iniziato a chiamare tali erano totalmente digitali e solitamente frequentate durante il tempo libero: i forum dove si incontrano gli appassionati di fumetti, le chat usate per incontrare persone nuove, servizi come Yahoo Groups e Google Groups che permettono di creare liste di indirizzi email. Possiamo affermare che fossero una forma di svago da remoto.

Fino a quel momento abbiamo utilizzato il nome del luogo per descrivere quello che poi abbiamo chiamato “community”: ad esempio bar, circolo, città, mercato, fiera, distretto. Quando diciamo che ci rechiamo in questi luoghi intendiamo dire che andiamo a fare qualcosa con le persone che si trovano lì. Lo stesso vale per il  “vado in ufficio”, ovvero vado ad incontrare i miei colleghi.

friends community

Con il passare degli anni, grazie alla diffusione di laptop, tablet, smartphone e allo sviluppo di connessioni sempre più veloci, abbiamo assistito all’abbattimento di alcuni confini:

  • Tempo professionale e tempo personale
  • Vita fisica e vita digitale
  • Spazio di lavoro e spazio personale

Quest’ultimo è quello che ha resistito di più e che solo oggi possiamo considerare definitivamente abbattuto. D’altronde, oggi chi direbbe che i confini dell’azienda corrispondono ai confini fisici delle sue sedi?

IL PRIMO VANTAGGIO DEI COMMUNITY BUSINESS

Il primo vantaggio emerge proprio qui. La spinta a interagire con altre persone per raggiungere un obiettivo comune data da una community è l’unica che risulta forte come la condivisione di uno spazio fisico. Clubhouse, il social network che ha dato la possibilità di condividere solo e semplicemente la propria voce, è solo l’ultimo esempio di piattaforma che ha tolto il vincolo degli spazi fisici a community che già esistevano e sta permettendo la nascita di community che possono esistere solo accorciando la distanza tra le persone. Andare oltre la distanza fisica, vi sembra simile a quello che sta succedendo agli spazi di lavoro proprio ora?

LA PRODUZIONE DI VALORE E LE NUOVE LOGICHE DI MERCATO

Il percorso verso community senza limiti fisici ha messo in discussione anche il confine tra produttori e consumatori. All’inizio sembrava solo uno svago, ma ora abbiamo youtuber, creator e gamer che da semplici fruitori diventano produttori di contenuti multimediali fino a configurarsi come delle vere e proprie media company. Freeda, solida startup in ambito media dedicata alla donne millennial, è nata con un approccio community-based valorizzando i contenuti delle utenti. Nel mondo del design, l’esperienza di condivisione degli strumenti che avviene nei FabLab e l’approccio open source dei maker sta costruendo nuovo valore grazie all’attivazione di communities e alla conseguente rapida circolazione del know-how.

La possibilità di assumere differenti ruoli all’interno di una community cambia i processi produttivi, i loro esiti e le logiche del mercato. La principale novità è la riduzione della barriera di accesso ai nuovi mercati.

IL SECONDO VANTAGGIO DELLE BUSINESS COMMUNITY

Il secondo vantaggio è legato a questo cambiamento. L’attivazione di una community comporta l’aumento del valore generato per tutti i soggetti coinvolti, aziende e persone. La contropartita è la condivisione di questo valore con tutto il gruppo. Uno scambio che risulta sempre conveniente per chi sta già operando nel mercato, perché l’aumento del valore totale è tale da produrre un effetto win-win. La storia di Airbnb è nota a tutti. Costruendo una community di possessori di alloggi ha ampliato questo mercato, offrendo un beneficio tangibile a tutti coloro che ne fanno parte, turisti inclusi. Brian Chesky ha spiegato che la trasformazione in public company e la quotazione in Borsa sono la naturale evoluzione di un orientamento costante alla community. Per non rimanere fuori dai giochi è necessario progettare adeguatamente la propria strategia di community.

LE BUSINESS COMMUNITY E IL CAMBIAMENTO DEL LAVORO

Siamo arrivati ad affrontare in maniera diretta l’applicazione del concetto di community alle relazioni produttive, anche definite “community generative”, perché vengono progettate, create e gestite con lo scopo di generare un valore più alto di quello prodotto se i soggetti che ne fanno parte operassero singolarmente.

Negli ultimi anni sono nate molte esperienze che hanno valorizzato community create per lo più dagli stessi founder. Spesso questi gruppi sociali non sono nati con l’idea di un business, ma poi hanno dato vita a interessanti realtà community-based. Questo ha rafforzato l’idea che la nascita di una community sia necessariamente spontanea, e solo successivamente si possa progettare la sua creazione del valore.

Non è così: gli strumenti di design permettono di definire qual è il valore che si vuole andare a generare prima ancora di iniziare a includere le persone all’interno di una community. L’importante è rendere ben chiaro a tutti coloro che sono coinvolti a quale valore avranno accesso collaborando alla costruzione del medesimo.

IL TERZO VANTAGGIO DEI COMMUNITY BUSINESS

Il terzo vantaggio si determina in questo modo: la collaborazione di una community crea prodotti e processi che risponderanno alle esigenze del mercato prima di qualunque altra modalità di progettazione. Banca Widiba ha attivato la sua community di clienti prima ancora che fossero suoi clienti, coinvolgendoli in tutte le scelte progettuali che hanno portato alla sua nascita e mantenendo attivo un team composto da clienti. Un contesto così imprevedibile e così esposto a un costante cambiamento va affrontato con un’organizzazione che sappia dove trovare una fonte di creatività inesauribile e perfettamente informata.

L’APPROCCIO COMMUNITY-CENTRIC NELLE AZIENDE

Riassumendo, questi sono i 3 vantaggi di una community business:

  • aumento della motivazione, dell’identificazione, della fedeltà e del senso di appartenenza
  • incremento del valore prodotto e ricavato dal singolo professionista, dalla singola azienda e da tutta la community
  • aumento della capacità di innovazione e di risposta ai bisogni del mercato.

Quali sono le ricadute pratiche? Alcuni aspetti sono ormai molto evidenti da diversi anni: per esempio, disporre di una community di clienti con cui stabilire una conversazione costante può migliorare i prodotti e i processi sulla base dei suggerimenti raccolti. Flying Tiger, la famosa catena di oggettistica, e Lego hanno attivato community dalle quali traggono importanti insights nello sviluppo dei prodotti. Altri aspetti sono ancora poco esplorati: finora si è privilegiata la strategia di creare nuove realtà piuttosto che progettare e ottimizzare quelle già esistenti, per esempio, la prima community per ogni organizzazione è quella composta dalle persone che lavorano per l’azienda!

Una sfida che sta crescendo è la costruzione delle relazioni tra community generative, che aumentano ogni giorno: basti pensare a quello che fertilizza ogni giorno all’interno dei coworking. Le occasioni di incontro in questi luoghi non sono più classici momenti di networking. Sono occasioni per sperimentare la collaborazione e creare nuovi progetti in pochi minuti, per poi decidere quali portare avanti in perfetto approccio lean. Questo è quello che avviene da tre anni tutti i venerdì mattina durante le CoperniColazioni in Copernico. Questa sfida verrà ulteriormente amplificata se, come sembra, la risposta alla working from home economy sarà la working near home economy. La moltiplicazione degli spazi di lavoro vicino a casa produrrà un’ulteriore crescita di questo tipo di relazioni e quindi nuove opportunità e nuove comunità professionali multiformi.

Luca Tripeni Zanforlin

Luca Tripeni Zanforlin sperimenta le relazioni sociali applicate al business: per questo è ossessionato dalle community che producono valore. Propone il community design alle aziende come strumento per la circolazione di know how e la promozione dell’innovazione. Guida L’Ippocastano, agenzia di design delle relazioni che, grazie a una piattaforma tecnologica proprietaria, ha creato e gestisce le community business CMI Customer Management Insights, dedicata alla relazione con il cliente, e HEI Human Experience Insights, dedicata allo sviluppo di persone e cultura al centro dei processi aziendali.

 

 

 

Redazione OfficeSociety
Il nostro team di appassionati del futuro e dell'ufficio. Esperti di tecnologia, manager d'aziende, giornalisti e operatori Real Estate.

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